Esercizi spirituali nel quotidiano 2022 – Introduzione

Gli Esercizi spirituali nel quotidiano sono ormai una tappa consolidata del nostro cammino diocesano. Anche quest’anno vogliamo vivere insieme un tempo comune di meditazione e preghiera e affidare al Signore il nuovo anno liturgico, secondo anno del cammino sinodale delle Chiese in Italia.

«Quest’anno – scrive papa Francesco – la nostra preghiera è diventata un “grido”, perché oggi la pace è gravemente violata, ferita, calpestata: e questo in Europa, cioè nel continente che nel secolo scorso ha vissuto le tragedie delle due guerre mondiali – e siamo nella terza. Purtroppo, da allora, le guerre non hanno mai smesso di insanguinare e impoverire la terra, ma il momento che stiamo vivendo è particolarmente drammatico. Per questo abbiamo elevato la nostra preghiera a Dio, che sempre ascolta il grido angosciato dei suoi figli. Ascoltaci, Signore!».

In questi giorni che ci separano dall’inizio dell’Avvento, tempo di preparazione alla celebrazione della memoria della nascita di Gesù, principe della pace, vogliamo pregare per la pace, riflettere e condividere su questo dono che viene dall’alto ma che, come tutti i doni di Dio, va liberamente accolto, custodito e vissuto attraverso scelte coerenti.

Proponiamo dunque a tutti i fedeli della Chiesa fiorentina di prendere un tempo particolare di preghiera, di meditazione e di adorazione, personalmente e insieme, per chiedere al Signore di donarci la sua pace e di renderci uomini e donne di pace.

Questo è il percorso proposto:
Pace a voi! (Gv 20,19.21)

Domenica 20 novembre: Presentazione nelle comunità del tema e del programma degli esercizi spirituali nel quotidiano
Martedì 22 novembre (Is 32,1-8.15-20): Praticare la giustizia darà pace. Pace e giustizia: un’inscindibile connessione
Mercoledì 23 novembre (Gv 20,19-23): Pace a voi! La pace dono del Risorto
Giovedì 24 novembre (1Ts 5,12-24): Vivete in pace fra voi. Costruire relazioni di pace
Venerdì 25 novembre (Ef 2,13-18). Cristo è la nostra pace . Celebrazione penitenziale (da celebrarsi comunitariamente in parrocchia o in famiglia)

Il percorso degli esercizi spirituali nel quotidiano si conclude con la VEGLIA DI AVVENTO in cattedrale presieduta dal nostro Vescovo (sabato 26 novembre, ore 21.00) al quale tutta la diocesi è invitata a partecipare per iniziare insieme il nuovo anno liturgico.    Ufficio Liturgico


Sussidio per la preghiera

L’ascolto della parola di Dio e la preghiera quotidiana sono cardini della nostra vita spirituale personale e comunitaria.

In questa settimana di esercizi spirituali vogliamo, più di sempre, impegnarci a trovare spazi e occasioni di dialogo con il Signore e di condivisione della nostra esperienza di fede. Siamo tutti invitati a vivere tempi prolungati di preghiera personale, secondo la possibilità di ciascuno, presentando in modo particolare al Signore tutti quelli che soffrono, sia per la pandemia, sia per qualsiasi altro motivo.

Il presente sussidio può essere utilizzato per accompagnare la preghiera personale. Ogni giorno sono proposti questi “passi” della lectio divina:

Statio: ci mettiamo alla presenza del Signore e invochiamo il suo Spirito
Lectio: ascoltiamo il Signore che ci parla attraverso la Scrittura
Meditatio: leggiamo e rileggiamo la Scrittura perché la Parola risuoni nel nostro cuore
Oratio: preghiamo il Signore che ci ha parlato e rispondiamo alla sua Parola
Contemplatio: cerchiamo di vedere tutto e tutti con gli “occhi di Dio”
Actio: facciamo nostra la Parola, vivendola giorno per giorno.

Per i primi tre giorni sono proposti:

– una preghiera allo Spirito Santo;
– il testo biblico proposto;
– una riflessione sul testo;
– alcuni testi per riflettere sul tema del giorno;
– una preghiera conclusiva.

Ogni giorno prendiamo il tempo di accostarci alla parola di Dio, in modo da farla nostra perché risuoni nel nostro cuore durante tutta la giornata:

– fissiamo un tempo e un luogo opportuno;
– invochiamo lo Spirito Santo;
– leggiamo lentamente il testo una prima volta;
– rileggiamo il testo una seconda volta sottolineando ciò che ci colpisce;
– chiediamoci: cosa dice il testo? cosa dice a me?
– scriviamo una preghiera, un pensiero, un’immagine che il testo suggerisce;
– chiediamo al Signore di aiutarci a discernere come possiamo vivere oggi concretamente la Parola ascoltata.

Il quarto giorno degli esercizi è proposta una liturgia penitenziale da celebrarsi comunitariamente in parrocchia oppure, per coloro che non possono partecipare, in famiglia o anche singolarmente. Siamo tutti consapevoli che abbiamo bisogno del perdono del Signore perché tanto lungo è ancora il cammino della pace: l’egoismo, la diffidenza, l’avidità, la paura dell’altro, l’invidia, la sete di potere… tutti i nostri peccati lo rallentano. Chiediamo insieme umilmente perdono e accogliamo la misericordia del Signore per affrettare la pace.

Il sussidio proposto è uno strumento che può essere utile per accompagnare questo percorso.

Se possibile, condividiamo in famiglia, in piccoli gruppi (anche on-line) il frutto di questi giorni, nella certezza che insieme il cammino è più ricco e che tutti abbiamo qualcosa da donare e da ricevere dai fratelli.


LA PACE, IL BENE PIÙ GRANDE

Da tutti desiderata
“Pace” è parola primordiale che, di là da ogni cultura e ideologia, fa vibrare il cuore di tutti: nessuno che la senta pronunciare rimane indifferente; ciascuno la vorrebbe dentro di sé, in casa, in famiglia, nella società, nella città, nella nazione, nel mondo intero; tutti, intuendone il significato e il valore, la desiderano, godono per la sua presenza e soffrono per la sua assenza.

Molti significati
È una parola, che esprime una categoria e indica una realtà, ricca di significati e dalle molteplici sfaccettature. Ne è riprova il fatto che varie e diversificate sono le interpretazioni e le accezioni che se ne danno. C’è chi, secondo una concezione negativa, la riduce ad assenza di guerra o di lotta violenta. […] C’è chi, invece, ne nutre una concezione più positiva e la intende come realizzazione di un ordine sociale fondato sulla giustizia, rispettoso dei diritti delle persone e dei popoli, progressivamente teso alla instaurazione di una autentica solidarietà operante tra tutti. […]

Nella Bibbia: pienezza di vita con tutti e con tutto il creato
Anche nella rivelazione biblica, la pace ci appare come realtà dai diversi e ricchi significati. Già l’ebraico shalom, tra le parole più comuni nella vita quotidiana di Israele quale saluto e augurio amichevole e rassicurante (cf. Gen 26,29; 43,23; Gdc 6,23; 8,6; 19,20; Tb 12,17; 2Sam 18,29; Dn 10,19), indica una realtà ampia e tendenzialmente globalizzante: significa integrità, totalità, interezza, pienezza di vita, sazietà e consolazione, fecondità e benedizione; designa il benessere dell’esistenza quotidiana, lo stato dell’uomo che vive in armonia con la natura, con se stesso, con Dio. Come tale, la pace è oggetto di desiderio da parte dell’uomo, che deve ricercarla concretamente contribuendo alla prosperità della propria comunità (cf. Ger 29,7; 38,4; Dt 23,7; Sal 33,5); essa è anche assenza di guerra tra diversi popoli e va ricercata come condizione fondamentale di prosperità e attraverso proposte e alleanze di pace (cf. Dt 20,10-11; Gdc 21,13; Gs 9,15).

Dono di Dio
La pace, tuttavia, secondo la rivelazione biblica, non può essere un puro risultato di tecniche e politiche umane. Essa è realtà che discende da Dio, che è il creatore stesso della pace (cf. Is 45,7), come benessere e ordine, gioia e tranquillità (cf. Sir 38,8; 50,22-24); in essa si compendiano tutti i beni di prosperità e sicurezza che formano l’oggetto delle promesse di Dio. In particolare, quale contenuto e frutto della benedizione divina (cf. Nm 6,24-26), la pace è dono di Dio ed è legata allo splendore del volto di Dio: essa è il culmine dei doni o attività di Dio a favore dell’uomo e nasce dalla contemplazione del volto di Dio, che è fonte di sicurezza e di gioia (cf. Sal 21,7; 16,11). Poiché la contemplazione del volto di Dio è possibile in questa vita mediante Gesù, Figlio di Dio nel quale il Padre ha voluto rivelarsi, la radice ultima e il fondamento più autentico della pace consistono nell’essere e nel sapersi figli di Dio nel Figlio Gesù, in lui amati dal Padre. […]

Dono universale
Destinata a realizzarsi in modo inscindibile dalla giustizia, la pace è soprattutto il bene messianico per eccellenza. Essa ha il suo perno in Gerusalemme, la città santa dove Dio manifesta il suo volto e fa scendere la sua benedizione (cf. Sal 121,6-9; Is 54,10.13-14), chiamata ad essere sacramento di pace per tutte le genti (cf. Ger 3,17-18; Is 2,2-4). La pace diventa così realtà universale, che abbraccia tutti (cf. Is 57,19; 66,12), realtà cosmica, che dà origine a cieli nuovi e terra nuova nei quali è dato di sperimentare l’armoniosa convivenza di tutte le creature (cf. Is 11,6-8; 65,17.24-25), realtà escatologica, operata dal Messia, immagine e principe della pace (cf. Is 9,5-6; 11,1-6; Ez 34,23-24.30; Zc 9,9-10; Mi 5,3-4.6) e dal servo di YHWH, il giusto per eccellenza, che addossandosi le colpe del suo popolo diviene per esso salvezza, remissione dei peccati, riconciliazione con Dio (cf. Is 42,1-7; 49,5-6; 53,5).

In Gesù è pienamente realizzato
Tutto questo trova compimento nella Seconda Alleanza. La pace si realizza in pienezza in Gesù di Nazaret: nella sua nascita agli uomini amati da Dio viene fatto il dono della pace (cf. Lc 2, 14); in lui si attuano compiutamente le antiche profezie sulla figura del pacificatore escatologico (cf. 1Pt 2,21-25); sulla sua bocca l’augurio della pace diventa l’annuncio e il dono di una salvezza (cf. Lc 8,48; Mc 5,34; Lc 7,50); egli stesso è la pace vera perché con la sua morte e risurrezione ha superato ogni lacerazione degli uomini con Dio e tra loro (cf. Ef 2,14-18; Col 1,20; Gv 16,33); da lui la pace è donata ai discepoli e a tutti i credenti come dono e frutto della Pasqua, come vittoria sul peccato e sulla morte, come opera del suo Spirito che rinnova e dona la vita vera (cf. Lc 24,36; Gv 20,19-23.26).

In attesa del suo ritorno
La Chiesa, corpo di Cristo e dispensatrice dello Spirito, rappresenta sulla terra il luogo, il segno e la fonte della pace tra i popoli e dell’unità di tutto il genere umano (cf. Gal 3,28; Col 3,11; Ap 21,1-4), oltre ad essere sacramento della pace cosmica, strumento di quel ritorno di tutte le creature all’ordine dell’originario piano di Dio che si realizzerà alla fine dei tempi, quando il dinamismo della Pasqua si manifesterà in pienezza e tutto verrà ricapitolato in Cristo (cf. Col 1,18-20; 1Cor 15,24,28). Allora, nella nuova Gerusalemme che discende dal cielo, si realizzeranno i cieli nuovi e la terra nuova nei quali avrà stabile dimora la giustizia e si godrà in eterno la pienezza della pace (cf. Ap 21,1-4).

Vivere secondo il dono ricevuto
Nel frattempo, la pace, che scende come dono e benedizione sulla comunità di coloro che hanno accolto il messaggio di Pasqua, si presenta come imperativo etico per la Chiesa e per i cristiani (cf. Mc 9,50; 2Cor 13,11; 1Ts 5,13; 1Pt 3,11; 2Pt 3,14). Essa va vissuta non solo come rapporto dentro la Chiesa, ma anche come rapporto pacifico con tutti (cf. Rm 14,19); si deve accompagnare inscindibilmente con la giustizia (cf. Gc 3,17-18); va annoverata tra i frutti della vita nuova prodotta dallo Spirito Santo (cf. Gal 5,22); unita alla giustizia e alla gioia, costituisce l’essenza stessa del Regno di Dio (cf. Rm 14,17). […]

Il bene più grande
Alla luce di tutte queste considerazioni, si può affermare che la pace è il più grande bene umano, perché è la somma di tutti i beni messianici. Essa non è solo assenza di conflitto, cessazione delle ostilità, armistizio. Non è neppure soltanto la rimozione di parole e gesti offensivi (Mt 5,21-24), neppure solo perdono e rinuncia alla vendetta, o saper cedere pur di non entrare in lite (cf. Mt 5,38-47). La pace è frutto di alleanze durature e sincere, a partire dall’alleanza che Dio fa in Cristo perdonando l’uomo, riabilitandolo e dandogli se stesso come partner di amicizia e di dialogo, in vista dell’unità di tutti coloro che Egli ama. In virtù di questa unità e di questa alleanza ciascuno vede nell’altro anzitutto uno simile a sé, come lui amato e perdonato, e se è cristiano legge nel suo volto il riflesso della gloria di Cristo e lo splendore della Trinità. Può dire al fratello: «Tu sei sommamente importante per me, ciò che è mio è tuo; ti amo più di me stesso, le tue cose mi importano più delle mie. E poiché mi importa sommamente il bene tuo, mi importa il bene di tutti, il bene dell’umanità nuova: non più solo il bene della famiglia, del clan, della tribù, della razza, dell’etnia, del movimento, del partito, della nazione, ma il bene dell’umanità intera». Questa è la pace! […] Ci vorrà una intera storia e superstoria di grazia per compiere questo cammino. Ma è questa la pace che è meta della vicenda umana.

Tratto da: Carlo Maria Martini, Pace, in Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Vita e Pensiero, Milano 2004.

È possibile leggere il testo completo a questo indirizzo: https://www.dizionariodottrinasociale.it/Voci_fondamentali/Pace.html

 

 

 


AL MATTINO

Dal Salmo 85(84)

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.
La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Misericordia e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.
Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Custodiscimi in questo giorno, Signore
Signore, resta con me in questo giorno e anima le mie azioni, le mie parole e i miei pensieri.
Custodisci i miei piedi perché non passeggino oziosi, ma mi portino incontro alle necessità degli altri.
Custodisci le mie mani perché non si allunghino per fare il male ma sempre per abbracciare e aiutare.
Custodisci la mia bocca perché non dica cose false e vane e non parli male del prossimo,
ma sempre sia pronta a incoraggiare tutti e benedire te, Signore della vita.
Custodisci il mio udito perché non perda tempo ad ascoltare parole vuote e falsità,
ma sia sempre pronto ad accogliere il tuo misterioso messaggio per compiere, anche oggi, la tua volontà. Amen.


PRIMA DEI PASTI

Signore, tu stai alla porta e bussi:
fa’ che ascoltiamo la tua voce e che ti apriamo la porta delle nostre case e dei nostri cuori.
Siedi a tavola con noi, infondi gioia, pace e benedizione.
Grazie dei tuoi doni: insegnaci a condividerli con prontezza e generosità. Amen.


ALLA SERA

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.

Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.

Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.

Chi è l’uomo che desidera la vita
e ama i giorni in cui vedere il bene?
Custodisci la lingua dal male,
le labbra da parole di menzogna.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
cerca e persegui la pace.

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.

Sub tuum praesidium
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.


DURANTE LA GIORNATA

Venga il tuo regno!  (San Paolo VI, † 1978)
Signore, Dio di pace, che hai creato gli uomini, oggetto della tua benevolenza,
per essere i familiari della tua gloria, noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie:
perché ci hai inviato Gesù, tuo Figlio amatissimo,
hai fatto di lui, nel mistero della sua pasqua, l’artefice della salvezza,
la sorgente di ogni pace, il legame di ogni fraternità.
Noi ti rendiamo grazie per i desideri, gli sforzi,
le realizzazioni che il tuo Spirito di pace ha suscitato nel nostro tempo,
per sostituire l’odio con l’amore, la diffidenza con la comprensione,
l’indifferenza con la solidarietà.
Apri ancor più i nostri spiriti e i nostri cuori
alle esigenze concrete dell’amore di tutti i nostri fratelli,
affinché possiamo essere sempre più costruttori di pace.
Ricordati, Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena,
soffrono e muoiono nel parto di un mondo più fraterno.
Che per gli uomini di ogni lingua venga il tuo regno di giustizia,
di pace e di amore.
E che la terra sia ripiena della tua gloria. Amen!

Affidamento a Maria  (Card. Giuseppe Betori)
“Vergine Madre, figlia del tuo figlio
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘I suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura”.

Ti preghiamo, o Vergine, proteggi la Chiesa fiorentina, così che essa risplenda per una testimonianza viva e operosa del Vangelo del tuo Figlio, nella ricchezza e nella varietà dei doni dello Spirito.
Ti preghiamo, o Madre, vieni in soccorso ai tuoi figli di Firenze, che a te accorrono per trovare nell’abbraccio grande della cupola della loro cattedrale, a te dedicata, quella unità di intenti di cui la città ha bisogno perché sia difesa ed esaltata la dignità di ogni persona umana e sia ricercato sempre e da tutti il bene comune.
Tu che sei “di speranza fontana vivace”, illumina e sostieni il cammino di chi ti invoca, perché con te giunga alla meta del cielo, di cui ti riconosciamo Regina.

“In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate”
Amen.