Esercizi spirituali nel quotidiano 2021 – III

“Si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo”
Il coraggio di cogliere i segni dello Spirito

STATIO: IN SILENZIO, METTIAMOCI ALLA PRESENZA DEL SIGNORE

Invochiamo lo Spirito Santo     
Siamo qui dinanzi a te, Spirito Santo:
siamo tutti riuniti nel tuo nome.
Vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori.
Insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,
mostraci tu il cammino da seguire tutti insieme.
Non permettere che da noi peccatori sia lesa la giustizia,
non ci faccia sviare l’ignoranza,
non ci renda parziali l’umana simpatia,
perché siamo una sola cosa in te
e in nulla ci discostiamo dalla verità.
Lo chiediamo a Te, che agisci in tutti i tempi e in tutti i luoghi,
in comunione con il Padre e con il Figlio,
per tutti i secoli dei secoli. Amen

 LECTIO: PARLA, SIGNORE, IL TUO SERVO TI ASCOLTA!
Facciamo silenzio, prima di ascoltare la Parola,
perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola;
facciamo silenzio, dopo l’ascolto della Parola,
perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi.
Facciamo silenzio la mattina presto,
perché Dio deve avere la prima Parola,
e facciamo silenzio prima di coricarci,
perché l’ultima Parola appartiene a Dio.
Facciamo silenzio solo per amore della Parola(D. Bonhoeffer)

Dagli atti degli apostoli      (10,44-48)
44Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. 45E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; 46li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: 47«Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». 48E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

IN ASCOLTO DEL TESTO BIBLICO

Una Pentecoste inattesa
Pietro non ha ancora finito il suo discorso ed ecco che lo Spirito Santo scende su tutti i presenti che lo stavano ascoltando. È un evento che suscita sorpresa e grande gioia.
Si tratta di una vera “Pentecoste dei pagani”. La discesa dello Spirito viene descritta, infatti, in modo simile alla discesa dello Spirito a Gerusalemme nel giorno di Pentecoste (At 2,4). I fedeli circoncisi, ovvero i battezzati giudeo-cristiani, che sono testimoni di quanto sta accadendo, si meravigliano del fatto che, come già era successo a loro, «anche sui pagani» (At 10,45b) è effuso il dono dello Spirito. Ciò è confermato anche da Pietro («come noi»: At 10,47b). L’effusione dello Spirito su giudei e pagani è ulteriore e definitiva conferma del fatto che l’opera di Dio va oltre le categorie socio-culturali-religiose e che i suoi criteri sono altri. Pietro è ormai decisamente convinto di ciò; coglie senza esitare il segno dello Spirito: non sarà certo lui ad ostacolare l’opera di Dio. Abitualmente il dono dello Spirito segue il battesimo. Provvede, quindi, a battezzare nel nome di Gesù quei pagani sui quali lo Spirito ha già posto il suo sigillo.

Da ‘lontani’ a ‘fratelli’
Adesso Cornelio e la sua famiglia sono pienamente parte della Chiesa, anche senza aver prima aderito a tutte le osservanze della Legge; hanno creduto, dirà Pietro, nel Signore Gesù Cristo (At 11,17b) e questo è ciò che conta; da lontani ed estranei, sono diventati vicini, fratelli e sorelle in Cristo.
Per questo adesso Pietro si sente “a casa” anche in casa di Cornelio e si ferma lì alcuni giorni, nei quali certamente avrà istruito i nuovi fratelli, li avrà incoraggiati a restare uniti nella fede, avrà pregato con loro e per loro e avrà ovviamente anche mangiato con loro, segno visibile che ogni barriera è superata. Non ci vengono raccontati i particolari di quel soggiorno, ma possiamo immaginare che Pietro avrà condiviso con tutti loro la sua conoscenza di Gesù, la sua esperienza di fede, il suo amore per Gesù e per i fratelli.
Ci colpisce il cambiamento profondo non solo di Cornelio, ma anche di Pietro. Certamente tutto ciò è opera dello Spirito. Ma questa opera ha avuto bisogno di essere colta in quanto opera dello Spirito e come tale accolta nella loro vita e in quella di tutti coloro che si sono lasciati trasformare dallo Spirito stesso.

Occhi nuovi per cogliere i segni dello Spirito
Chiediamo al Signore di aprire i nostri occhi per cogliere i segni che pone sulla nostra strada e la disponibilità del cuore a lasciare a lui le redini della nostra vita, pronti a cambiare stili, modelli, abitudini consolidate che a volte rischiano di appesantire il nostro cammino di fede e ci impediscono di riconoscere ciò che è essenziale e che il Signore ci chiede. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha obbligati a fermarci, a ripensare i nostri ritmi, le nostre relazioni, a riflettere su ciò che davvero conta. Approfittiamo di questi giorni di esercizi per consegnare nuovamente al Signore tutta la nostra vita e chiedere allo Spirito Santo nuova luce per dare il nostro piccolo ma indispensabile contributo all’edificazione del regno di Dio.

MEDITATIO: LA PAROLA RISUONI NEI NOSTRI CUORI
Leggiamo e rileggiamo il testo biblico perché la Parola risuoni nel nostro cuore.

Per accompagnare la nostra meditazione
(papa Francesco, Omelia nella Celebrazione eucaristica per l’apertura del Sinodo sulla sinodalità, 10.10.21 – parte I)

Un tale, un uomo ricco, va incontro a Gesù mentre Egli «andava per la strada» (Mc 10,17). Molte volte i Vangeli ci presentano Gesù “sulla strada”, mentre si affianca al cammino dell’uomo e si pone in ascolto delle domande che abitano e agitano il suo cuore. Così, Egli ci svela che Dio non alberga in luoghi asettici, in luoghi tranquilli, distanti dalla realtà, ma cammina con noi e ci raggiunge là dove siamo, sulle strade a volte dissestate della vita. E oggi, aprendo questo percorso sinodale, iniziamo con il chiederci tutti – Papa, vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, sorelle e fratelli laici –: noi, comunità cristiana, incarniamo lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell’umanità? Siamo disposti all’avventura del cammino o, timorosi delle incognite, preferiamo rifugiarci nelle scuse del “non serve” o del “si è sempre fatto così”?
Fare Sinodo significa camminare sulla stessa strada, camminare insieme. Guardiamo a Gesù, che sulla strada dapprima incontra l’uomo ricco, poi ascolta le sue domande e infine lo aiuta a discernere che cosa fare per avere la vita eterna. Incontrare, ascoltare, discernere: tre verbi del Sinodo su cui vorrei soffermarmi.
Incontrare. Il Vangelo si apre narrando un incontro. Un uomo va incontro a Gesù, si inginocchia davanti a Lui, ponendogli una domanda decisiva: «Maestro buono, cosa devo fare per avere la vita eterna?» (v. 17). Una domanda così importante esige attenzione, tempo, disponibilità a incontrare l’altro e a lasciarsi interpellare dalla sua inquietudine. Il Signore, infatti, non è distaccato, non si mostra infastidito o disturbato, anzi, si ferma con lui. È disponibile all’incontro. Niente lo lascia indifferente, tutto lo appassiona. Incontrare i volti, incrociare gli sguardi, condividere la storia di ciascuno: ecco la vicinanza di Gesù. Egli sa che un incontro può cambiare la vita. E il Vangelo è costellato di incontri con Cristo che risollevano e guariscono. Gesù non andava di fretta, non guardava l’orologio per finire presto l’incontro. Era sempre al servizio della persona che incontrava, per ascoltarla.
Anche noi, che iniziamo questo cammino, siamo chiamati a diventare esperti nell’arte dell’incontro. Non nell’organizzare eventi o nel fare una riflessione teorica sui problemi, ma anzitutto nel prenderci un tempo per incontrare il Signore e favorire l’incontro tra di noi. Un tempo per dare spazio alla preghiera, all’adorazione – questa preghiera che noi trascuriamo tanto: adorare, dare spazio all’adorazione –, a quello che lo Spirito vuole dire alla Chiesa; per rivolgersi al volto e alla parola dell’altro, incontrarci a tu per tu, lasciarci toccare dalle domande delle sorelle e dei fratelli, aiutarci affinché la diversità di carismi, vocazioni e ministeri ci arricchisca. Ogni incontro – lo sappiamo – richiede apertura, coraggio, disponibilità a lasciarsi interpellare dal volto e dalla storia dell’altro. Mentre talvolta preferiamo ripararci in rapporti formali o indossare maschere di circostanza – lo spirito clericale e di corte: sono più monsieur l’abbé che padre –, l’incontro ci cambia e spesso ci suggerisce vie nuove che non pensavamo di percorrere. Oggi, dopo l’Angelus, riceverò un bel gruppo di persone di strada, che semplicemente si sono radunate perché c’è un gruppo di gente che va ad ascoltarle, soltanto ad ascoltarle. E dall’ascolto sono riusciti a incominciare a camminare. L’ascolto. Tante volte è proprio così che Dio ci indica le strade da seguire, facendoci uscire dalle nostre abitudini stanche. Tutto cambia quando siamo capaci di incontri veri con Lui e tra di noi. Senza formalismi, senza infingimenti, senza trucco.

PER RIFLETTERE DURANTE LA GIORNATA

  1. Prendiamo una matita e sottolineiamo quello che ci colpisce in modo particolare nei testi che abbiamo letto, quello che vorremmo comprendere meglio o vivere con maggior impegno ed entusiasmo, quello che ci sorprende, quello ci infonde coraggio…. Entriamo nel testo anche in questo semplice ma utile modo.
  2. Il Signore ci parla attraverso la sua Parola: quanto spazio lascio alla sua meditazione? Chiediamoci se possiamo dare più spazio all’ascolto della Parola, sia personalmente sia in gruppo (partecipando a gruppi biblici, alla catechesi in parrocchia, ai tanti corsi biblici che vengono attivati nel nostro territorio…).
  3. “Tutto cambia – ha detto papa Francesco – quando siamo capaci di incontri veri con Dio e tra di noi. Senza formalismi, senza infingimenti, senza trucco”. Prendiamo del tempo per riflettere sul nostro modo di incontrarci nei luoghi che frequentiamo abitualmente: la famiglia, la parrocchia, gli amici, il lavoro, lo studio… Cosa possiamo fare per renderli luoghi in cui sempre più cresce la fraternità, la comunione, la vita nello Spirito? Decidiamo un gesto concreto da fare oggi.
  4. “La testimonianza più efficace e più autentica è quella di non contraddire, con il comportamento e con la vita, quanto si predica con la parola e quanto si insegna agli altri! Cari fratelli, insegnate la preghiera pregando; annunciate la fede credendo; date testimonianza vivendo!” (papa Francesco). Chiediamo al Signore di aiutarci a vedere quando la nostra vita non parla di Lui e anzi contraddice il Vangelo. Chiediamo perdono e andiamo avanti con gioia e coraggio!
  5. “Chiediamo oggi la grazia di lasciarci stupire dalle sorprese di Dio, di non ostacolare la sua creatività, ma di riconoscere e favorire le vie sempre nuove attraverso cui il Risorto effonde il suo Spirito nel mondo e attira i cuori facendosi conoscere come il «Signore di tutti» (At 10,36)” (papa Francesco).

ORATIO: A TE, SIGNORE, SALE LA MIA PREGHIERA!

Donami un cuore semplice                    (Carlo Maria Martini, † 2012)     
Spirito di Dio, donami un cuore docile all’ascolto.
Togli dal mio petto il cuore di pietra e dammi un cuore di carne
perché accolga la parola del Signore e la metta in pratica (Ez 11,19-20).
Voglio ascoltare che cosa dice il Signore (Sal 83,9).
Fa’ che il tuo volto di Padre risplenda su di me e io sarò salvo (Sal 80,4).
Mostrami la tua via, perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice che tema il tuo nome (Sal 86,11).
Fa’ che io impari il silenzio vigile di Nazaret
per conservare, come Maria, la Parola dentro di me.
Per lasciarmi trovare da Dio che incessantemente mi cerca.
Fa’ che io mi lasci penetrare dalla Parola
“per comprendere con tutti i santi
quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità,
e conoscere l’amore di Cristo” (Ef 3,18-19).
Fa’ che io sperimenti nella mia vita la presenza amorevole del mio Dio
che “mi ha disegnato sulle palme delle sue mani” (Is 49,16).
Fa’ che io non ponga ostacoli alla Parola che uscirà dalla bocca di Dio.
Che tale Parola non torni a lui senza aver operato in me ciò che egli desidera
e senza aver compiuto ciò per cui l’hai mandata (Is 55,11). Amen.

Preghiamo per tutta la Chiesa
e perché il cammino sinodale porti abbondanti frutti di grazia:
Signore, proteggi sempre la tua Chiesa, sostienila nelle difficoltà, illuminala nelle scelte, rendila sempre più generosa nel servizio ai poveri e fa’ che sia nel mondo un segno vivo e gioioso della tua presenza.
Fa’ che il cammino sinodale che abbiamo iniziato sia occasione di profondo rinnovamento per tutta la comunità cristiana, in ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Con fiducia ti preghiamo.

 CONTEMPLATIO:   DAMMI OCCHI NUOVI, SIGNORE, PER CONTEMPLARE LE TUE MERAVIGLIE!
Chiediamo con umiltà al Signore un cuore puro,
capace di vedere tutto e tutti con gli occhi buoni di Dio che è buono.

Nel silenzio                  (Carlo Maria Martini, † 2012)
Donaci, Gesù,
di vivere questo momento di silenzio
in stretta comunione con te,
riprendendo a una a una le tue parole,
ripercorrendole, interrogandoti,
invocando la luce
per intercessione di Maria, vergine della fede.
Donaci, Signore,
di vivere questo momento di silenzio
raccogliendo dalle tue parole la gioia di vivere la fede.

♦  ACTIO: SIGNORE, COSA VUOI CHE IO FACCIA?

Abbiamo ascoltato, meditato, pregato.
La Parola ci chiede di essere vissuta
nella concretezza di tutti i giorni, a cominciare da OGGI.

Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore                  Sl 86(85),12-13
e darò gloria al tuo nome per sempre,
perché grande con me è la tua misericordia:
hai liberato la mia vita!

♦  RALLEGRATI, PIENA DI GRAZIA
Rallégrati, piena di grazia,                                 (Fr. Michel Hubaut)
Madre di ogni nostra Pentecoste.
Tu sei con gli apostoli,
la Chiesa che prega
e accoglie i doni dello Spirito Santo.
Rallégrati, Madre di tutte le nostre speranze,
tu sei la stella radiosa
di un popolo in cammino verso Dio.
Tu sei l’annuncio dell’umanità trasfigurata,
in te si è compiuto il progetto di Dio.
Prega per noi e per tutta l’umanità.


Al mattino: Dal Salmo 63(62)
2    O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
3    Così nel santuario ti ho contemplato,
     guardando la tua potenza e la tua gloria.
4    Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
5    Così ti benedirò per tutta la vita:
     nel tuo nome alzerò le mie mani.
6    Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
7    Quando nel mio letto di te mi ricordo
     e penso a te nelle veglie notturne,
8    a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
9    A te si stringe l’anima mia:
     la tua destra mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era nel principio
e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Custodiscimi in questo giorno, Signore                         
Signore, resta con me in questo giorno
e anima le mie azioni, le mie parole e i miei pensieri.
Custodisci i miei piedi perché non passeggino oziosi,
ma mi portino incontro alle necessità degli altri.
Custodisci le mie mani perché non si allunghino per fare il male
ma sempre per abbracciare e aiutare.
Custodisci la mia bocca perché non dica cose false e vane
e non parli male del prossimo,
ma sempre sia pronta a incoraggiare tutti
e benedire te, Signore della vita.
Custodisci il mio udito perché non perda tempo
ad ascoltare parole vuote e falsità,
ma sia sempre pronto ad accogliere
il tuo misterioso messaggio
per compiere, anche oggi, la tua volontà.


Prima dei pasti
Signore, tu stai alla porta e bussi:
fa’ che ascoltiamo la tua voce
e che ti apriamo la porta delle nostre case e dei nostri cuori.
Siedi a tavola con noi, infondi gioia, pace e benedizione.
Grazie dei tuoi doni: insegnaci a condividerli con generosità. Amen.


ALLA SERA: Salmo 91(90)
1    Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
2    Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
     mio Dio in cui confido».
3    Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
4    Ti coprirà con le sue penne,
     sotto le sue ali troverai rifugio;
     la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.
5    Non temerai il terrore della notte
né la freccia che vola di giorno,
6    la peste che vaga nelle tenebre,
     lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
7    Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra,
ma nulla ti potrà colpire.
8    Basterà che tu apra gli occhi
     e vedrai la ricompensa dei malvagi!
9    «Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!».
Tu hai fatto dell’Altissimo la tua dimora:
10   non ti potrà colpire la sventura,
     nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
11   Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
12   Sulle mani essi ti porteranno,
     perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
13   Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.
14   «Lo libererò, perché a me si è legato,
     lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
15   Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso.
16   Lo sazierò di lunghi giorni
     e gli farò vedere la mia salvezza».

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era nel principio
e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Sub tuum praesidium
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
Santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.